Cooperative learning e metodo di studio

Nel mese di maggio ho avviato (e portato a termine) un’attività che – a conti fatti – mi è sembrata assai utile per migliorare le strategie di studio dei miei alunni: sicuramente, più di tutte quelle finora tentate nelle varie classi che in cui sono entrata in veste d’insegnante. Questi sono gli incontri (tre), che si sono svolti durante le ore di storia e che possono durare da un minimo di un’ora a un massimo di due (a seconda del livello di cooperazione del gruppo-classe).

  • FASE 1: I DISEGNI (LAVORO DI GRUPPO)

Ho preso spunto, per questa fase introduttiva, da un’attività che ho scoperto grazie alla frequenza di un meraviglioso corso di formazione (“Come scoprire e valorizzare le proprie risorse per gestire una classe difficile”, tenuto da Paola Plebani: ecco qui una parte degli appunti).

Nonostante questa fase non abbia previsto l’assegnazione dei classici incarichi – ai quali gli alunni erano comunque erano già stati abituati nel corso dello studio della geomorfologia (rilievi, acque interne ed esterne) – per la fase 2 si può comunque prevedere, all’occorrenza, il ricorso ai ruoli di “timer“, “interfaccia” e “silenziatore“.

Dopo aver diviso la classe in tre gruppi di quattro elementi ciascuno, ho proposto loro la seguente attività (in fotocopia: una per ciascun alunno).

  1. Il nostro gruppo si chiama
  2. Chi ha proposto il/i nome/i? Hanno partecipato tutti alla scelta? C’è qualcuno che non ha partecipato? Come avete preso la decisione definitiva? Sei soddisfatta/o?
  3. Ora scegli un pennarello colorato, diverso da quelli dei tuoi compagni di gruppo. Il colore che hai scelto è il … *
  4. Quale dei quattro disegni ti ha dato più soddisfazione, durante o dopo la sua realizzazione? Perché? Quale, invece, ti è piaciuto di meno? Perché?

Successivamente alla redazione delle risposte 1, 2 e 4 è seguito un momento di discussione pubblica. Abbiamo provato a ragionare sulla qualità della presenza “individuale” in una situazione “collettiva”.

 * A ciascun gruppo è stato consegnato un cartellone bianco, suddiviso in quattro quadranti. Nel primo quadrante ogni alunno ha disegnato, con il proprio colore, una casetta recintata. Nel secondo quadrante ciascun membro del gruppo ha cercato di sovrastare i segni dei compagni disegnando la propria casa su tutto lo spazio disponibile: alla fine doveva emergerne soprattutto una, risultata dai segni più “aggressivi” di un colore in particolare, a scapito dei colori altrui. Nel terzo quadrante, ogni alunno – a turno e con il proprio colore, ha contribuito a disegnare una casa “collettiva”. Nel quarto e ultimo quadrante ciascun gruppo ha disegnato la stessa casa “collettiva” tracciando segni simultanei (senza disegnare “a turno”, ma “in sincrono”).

  • FASE 2: IL LIBRO DI TESTO (LAVORO DI GRUPPO)

Dopo aver creato un certo “spirito di squadra” – nel quale fossero più evidenti le affinità, gli antagonismi, le rispettive capacità di apportare contributi positivi – ho proseguito il lavoro mantenendo gli stessi gruppi e proponendo queste attività (in fotocopia: una per ciascun alunno).

  1. Ora dovrete affrontare le pagine xx-xx-xx del libro di testo. Decidete assieme quale operazioni eseguire per impararle (leggere, sottolineare, schematizzare, ripetere ecc.).
  2. Rispondete alle domande del questionario sul metodo di studio** e riorganizzate le vostre “operazioni” in “tappe” consecutive. Applicatele alle pagine xx-xx-xx. La prossima settimana stabilirete se e quanto sono state efficaci.

** Di seguito, il questionario proposto a ogni gruppo e distribuito in fotocopia a ciascun alunno.

Schermata 2016-07-28 alle 14.57.26

FASE 3: L’AUTOVALUTAZIONE (LAVORO INDIVIDUALE)

La settimana seguente, in seguito a una breve interrogazione su quanto appreso in seguito all’applicazione del “metodo” ideato dal gruppo, ho proposto a ciascun allievo un questionario di autovalutazione individuale (in fotocopia). ***

Al termine dell’attività, ho fotocopiato tutti i metodi di studio individuali, creando una specie di piccolo portfolio per ogni alunno da conservare nel mio quaderno personale. Ora, ogni volta che interrogo o che ragiono circa le strategie di studio con qualche ragazzo, andiamo a verificare assieme se le sue “tappe” ideali sono state rispettate oppure no. Non c’è più nessuno che sostenga di “aver studiato al meglio delle proprie possibilità” ma di “non ricordarsi niene”: normalmente scopriamo assieme che una tappa o più, fra quelle fondamentali, è stata omessa o sacrificata… per uscire a giocare! 🙂

*** Eccolo qui.

Schermata 2016-07-28 alle 14.58.23

 

 

 

 

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