Diritti umani e “Black Power”

Torno rapidamente sull’argomento con qualche link cronologicamente pre-ordinato.

1. La segregazione razziale negli Stati Uniti è stata una pratica politica che per lungo tempo (fino al 1964) ha comportato una forte limitazione dei diritti civili della comunità nera;

2. Risale proprio a quel periodo l’organizzazione di importanti movimenti di protesta da parte della comunità nera (e da una consistente parte dell’opinione bianca, fortunatamente): il celebre discorso di Martin Luther King (“I have a dream“) fu pronunciato il 28 agosto 1963 durante una marcia dimostrativa nella città di Washington. King fu assassinato qualche anno più tardi, nel 1968.

3. Non tutti i movimenti di protesta si ispirarono però ai principi della non-violenza. Malcom-X, un altro importantissimo ideologo e fondatore di un gruppo antisegregazionista per l’unione e il coordinamento degli Afroamericani, nonché autore di una celeberrima autobiografia, prese le distanze da King proprio nell’occasione di quella manifestazione estiva. Egli fu assassinato l’anno successivo, nel 1965.

4. Un’altra organizzazione per la lotta degli Afroamericani alla discriminazione, nata nel 1966 e fondata non tanto sul principio della non-violenza quanto sul principio dell’auto-difesa, fu quella delle Black Panters. Essa divenne improvvisamente famosa durante le Olimpiadi di Città del Messico, nel 1968, quando il primo e il terzo classificato nei 200 metri – entrambi neri – alzarono il pugno guantato di nero in segno di solidarietà con il movimento di protesta e, in generale, con tutti i movimenti di liberazione dei neri.

5. Va segnalato che il 1968 è stato l’anno delle proteste su scala mondiale: la contestazione si estese non solo ai regimi di repressione dei diritti dei neri, ma anche a quelli di repressione o di esclusione dalla vita sociale, culturale e politica delle donne, degli studenti, degli operai e di tutte quelle persone che fino a quel momento non avevano avuto “voce“, calpestate nella propria dignità e costrette a conformarsi – tanto nella vita pubblica quanto in quella privata – alle aspettative di chi deteneva la fetta più grossa del “potere” (la vera domanda in effetti è: che cosa s’intende, esattamente, con la parola ‘potere’? E qui vorrei che fossero gli studenti a rispondere…). Il potere, secondo i contestatori, è sempre stato più o meno interamente gestito dai cosiddetti “gruppi dominanti” che nella nostra cultura sono costituiti per la maggior parte da uomini  bianchi, economicamente benestanti e tecnologicamente equipaggiati. Per dirla in parole povere, negli ultimi millenni una buona parte dei desideri di costoro si sono facilmente potuti tramutare in ordini grazie allo sfruttamento del loro prossimo: nuove proprietà da possedere; una moglie (o più) da utilizzare come serva domestica e/o come “contenitrice” di discendenti, possibilmente maschi; scuole fatte a propria immagine e somiglianza, dove trasmettere i (propri) valori ritenuti irrinunciabili. Eccetera.

6. Situazioni di discriminazione di interi gruppi etnici permangono ancora oggi e sono assai più numerose di quanto immaginiamo. I neri furono segregati fino al 1991 in Sudafrica, grazie all’istituzione dell’apartheid.

P.S. Per Randy: prova ad approfondire, magari, la storia di qualcuno perseguitato in quanto colpevole di essere “nero” innanzitutto. Emblematica (anche se oggi comunque contestata) è la figura di Rubin “Hurricane” Carter: pugile di successo e ritenuto responsabile di alcuni omicidi, è stato condannato (ingiustamente?) a vent’anni di carcere. A lui sono stati dedicati almeno una canzone, almeno un film e almeno una ricostruzione romanzata della sua storia e della vicenda giudiziaria.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...