Un’altra lettura è possibile?

C’è una preoccupazione che da qualche anno mi assilla: quella di NON poter leggere It di Stephen King nelle mie classi. Volgarmente, non si dovrebbe leggere per i seguenti motivi:

  • fa paura;
  • è splatter;
  • tutti quei ragazzini con una ragazzina fanno tanto promiscuità;
  • la vicenda narrata non è attinente con i “programmi” scolastici;
  • forse ci sono anche le parolacce (qui su due piedi non ricordo).

Eppure piace. Piace ai ragazzi, piace agli adulti. Ed è un romanzo molto complesso, leggibile su più “livelli”: è un romanzo di formazione; un romanzo sulla paura di restare da soli e contemporaneamente sulla paura di crescere; un romanzo sul desiderio di condividere esperienze molto forti, ma per nulla autodistruttive, con gli amici; un romanzo sul valore dell’amicizia; un romanzo sui valori tout court (nientepopodimeno che sul Bene e sul Male).

Il pretesto è l’orrore, ma dietro all’orrore si celano molte altre cose tutte da discutere. In classe, possibilmente.

Non sono la sola, comunque, a pensarla controcorrente: leggete un po’ qui.

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5 Comments Add yours

  1. saryo73 ha detto:

    E leggere in classe “The dome”, non sarebbe interessante come esperimento? Gli uomini, quando accade qualcosa di eccezionale, si comportano spesso come King li ha resi bene su carta. Il romanzo mi è piaciuto, ho visto anche la prima stagione della fiction, però, come spesso accade, ha perso tantissimo.

    1. C. B. ha detto:

      Io il romanzo non l’ho letto, né ho visto la serie (in questo momento non ho la televisione; o meglio: ce l’ho ma in una zona della casa pressoché impraticabile). Vorrei leggerlo, ovviamente. Il mio ultimo “contatto” con King risale a 22/11/’63, romanzo senza dubbio destinato a un pubblico adulto. Purtroppo, aggiungo. Mi procurerò “The dome” e poi ne riparleremo… grazie per il consiglio! Comunque, i ragazzi della mia terza oggi hanno votato per il più ovvio “La città di Ember” (della DuPrau) e non per “It”. Motivazioni? Qualcuno ha (giustamente, non lo nego) paura di non dormirci più la notte; qualcun altro ne teme la lunghezza, nonostante io intendessi tagliare diversi capitoli; e infine qualcuno ha già visto il film (come se fosse la stessa cosa…). Ora che ci penso, però, Ember è proprio una città isolata: non si trova sotto una cupola, ma più in basso, nel sottosuolo. Nel suo piccolo, è pur sempre un tema analogo. Grazie mille per la dritta: ci aggiorniamo al prossimo commento!

      1. saryo73 ha detto:

        Non ti preoccupare, la cosa bella dei romanzi, o racconti, è che non hanno scadenza. Anche io ho letto 22/11/63. Mi è piaciuto parecchio e immagino da quanto King lo tenesse nel cassetto. Ogni storia ha bisogno di maturare: alcune vengono scritte di getto, poi rieditate. Altre aspettano parecchio tempo prima di “venire alla luce”. Comunque mi piace il pensiero che qualche insegnante si arrovelli la mente per cercare qualcosa di speciale da far leggere ai propri alunni.

      2. C. B. ha detto:

        Penso di essere in buona compagnia, visti i commenti lasciati qui: http://vibrisse.wordpress.com/2014/03/28/che-cosa-fate-leggere-agli-studenti-gentile-richiesta-agli-insegnanti-di-italiano-che-passano-di-qui/ (e sono solo di coloro che frequentano il blog di Giulio Mozzi; chissà quanti altri, in giro). A presto (anche perché sto per procurarmi “The Dome”)!

  2. C. B. ha detto:

    Letto (e molto apprezzato) “The Dome”: un altro romanzo corale di King. Mi ha ricordato “It”, ma è decisamente meglio architettato. Forse la storia è meno potente, c’è meno carne al fuoco… ma con quel poco King, qui, riesce a creare dal nulla un’intera cittadina con le sue virtù e le sue contraddizioni. Notevoli anche gli interrogativi circa i diversi ordini di grandezza attraverso cui si manifestano le forme d’intelligenza, nonché la metafora ecologica che ne risulta alla fine. Non lo proporrei integralmente ai ragazzi soprattutto per alcune scene e per il linguaggio spesso esplicito (ci sono, fra le altre cose, scene di necrofilia e comunque – in generale – di violenza sessuale). Ne proporrei sicuramente qualche estratto: l’incipit, il punto di vista dei cani, qualche episodio centrale, la questione delle formiche… P.S. Grazie della dritta, comunque: la decisione di leggerlo è dovuta al commento di questo post! 🙂

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