L’edilizia contadina nel Medioevo

Cominciamo da qui.

Questo film del celebre cineasta russo Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn, intitolato La linea generale e girato nel 1929, è ambientato nell’Impero russo, quindi prima del 1917. Esso narra le vicende degli abitanti di un povero villaggio, tutti contadini e analfabeti.

Non è un film ambientato nel Medioevo, dunque; eppure la scena iniziale, in cui osserviamo un interno domestico misero e sporco, potrebbe essere ambientata nell’Europa contadina dell’800 d.C. o del 1400 d.C. Quasi tutte le case europee medievali, infatti, erano molto simili a questa.

Ricostruzione del villaggio di Poggibonsi (SI) nel IX-X secolo.
Ricostruzione del villaggio di Poggibonsi (SI) nel IX-X secolo.

Sono capanne dotate di una sola stanza, che funge da ricovero contemporaneamente per gli uomini, le bestie e gli attrezzi. In qualche caso le stanze sono due: una per gli uomini e un’altra per gli animali e gli attrezzi (stalla).

Queste “case” (l’idea che oggi abbiamo di casa è piuttosto diversa) sono edificate prevalentemente in legno, con pareti di rami “riempiti” con un impasto di argilla e paglia; oppure di mattoni crudi fatti con argilla, paglia e ciottoli. Anche il tetto è fatto con la paglia. La pietra è di difficile estrazione e di difficile trasporto, quindi si diffonde soltanto nel basso Medioevo.

Le aperture sono ridotte al minimo indispensabile: c’è una porta – naturalmente – grande a sufficienza per ma non sempre ci sono le finestre, dal momento che non sono previsti rivestimenti in vetro o di altri materiali: bisogna, infatti, limitare la dispersione di calore verso l’esterno.

C’è un focolare che non sempre è un vero e proprio camino: a volte esso è interno alla casa, altre volte è esterno. Esso viene comunque allestito sull’unico pavimento esistente: quello in terra battuta.

I servizi igienici non esisteranno – o comunque non si diffonderanno – fino all’Otto-Novecento: il bagno coincide spesso con una buca nel terreno, all’aperto (nel nostro dialetto veronese: el luamàr).

Il mobilio è scarso e generalmente ridotto a un tavolo e a qualche pagliericcio per terra, o al limite sopraelevato su un telaio di assi di legno.

Per approfondire: un articolo e due interventi critici (qui e qui).

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