Ancora su Santa Lucia, martiri e altre amenità

  • Riflessione n. 1: “Prof, scusi, ma tutto questo donare agli altri [fare l’elemosina durante le questue, sacrificare frutta e verdura sugli altari delle chiese…] aspettandosi poi un qualcosa in cambio [il ringraziamento di Dio attraverso segni come il buon raccolto o l’abbondanza di altre risorse…]: ma non è vera generosità! Uno è generoso quando non gli viene niente in cambio”!
  • Riflessione n. 2: “Prof, ma succedeva poi che Dio non mandasse nulla, niente raccolti, niente ricchezze? Cioè, che uno faceva tutto questo e poi Dio non lo ricompensava? Qualche volta sarà successo, eh? E come la mettiamo”?
  • Riflessione n. 3: “Ma i santi, com’è che dopo la morte diventavano santi? Era Dio a deciderlo o era qualcun altro? Voglio dire, uno subito dopo morto non è santo subito. Ci vogliono anni, qualche volta secoli. E come facevano a sapere se quello lì era stato davvero santo”?
  • Riflessione n. 4: “Un’amica di mia nonna, a Santa Lucia, riceveva un’arancia che poi razionava per tutto il resto dell’anno. Capite? Un’arancia. E durava 365 giorni”.
  • Riflessione n. 5: “Nelle ore di storia facciamo religione e nelle ore di religione facciamo storia. Ma non potete mettervi d’accordo”?

Irripetibili undici anni.

Grazie, ragazzi.

CaH

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