Le feste invernali nella civiltà contadina

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Le feste invernali sono eventi molto “sentiti” e “partecipati” all’interno comunità contadine europee. Anche qui in Valpolicella – e in tutta Verona – nel periodo che intercorre tra l’Immacolata Concezione l’Epifania, si festeggia il rinnovarsi delle giornate: in corrispondenza del solstizio d’inverno (il 21 o il 22 dicembre), quando cioè la durata della luce del giorno è minima e quella del buio della notte è massima, le giornate ricominciano – seppure lentamente – ad allungarsi, fino a culminare nel solstizio d’estate (il 20 o il 21 giugno).

Ecco, infatti, che in occasione di entrambi i solstizi è tradizione accendere un fuoco (il ceppo a Natale e i fuochi di San Giovanni), per ringraziare le divinità e per ottenere da loro dei favori (principalmente un buon raccolto nei campi).

Queste feste e questi riti sono antichissimi e risalgono probabilmente alla preistoria, quando gli uomini, probabilmente, temevano un oscuramento definitivo del cielo e la conseguente fine del mondo o comunque effetti drammatici sull’agricoltura e sul mondo degli oggetti materiali. In ogni caso, il Cristianesimo non ha mai cancellato completamente queste usanze, anzi: se ne è “appropriato“, cambiandoli di nome… ma non sempre di sostanza!

Il Natale, per esempio, corrisponde a un’antica festa del solstizio (cade, non per niente, il 24 dicembre): si celebra infatti la nascita del bambino divino e con esso la rinascita del mondo. Santa Lucia è una santa che – nel nome stesso – richiama la luce. Ci avete mai pensato? 🙂

Giocattoli
La foto sulla locandina di una bella mostra di qualche anno fa, organizzata dal Centro di Documentazione di Luserna (TN), che passava in rassegna i giocattoli tradizionali delle Alpi: cavalli a dondolo in cartapesta, giostrine, piccoli fantocci in legno, bambole di stracci… Solo chi era di famiglia benestante poteva permettersi di festeggiare una Santa Lucia con dei veri giocattoli. Gli altri ricevevano in dono un po’ di frutta secca e poco altro.

In classe, qualche volta, propongo questo lavoro di gruppo, basato sulla lettura di quattro estratti storiografici delle Tradizioni popolari in Valpolicella (di Silvana Zanolli) relativi al solstizio d’inverno (macellazione del maiale, soprattutto), a Santa Lucia, alle “questue” e al Natale.

Immagine 1

Infine i ragazzi devono “completare” questo Power-Point con tutte le informazioni che hanno ricavato del testo e quindi presentarlo alla classe: Feste_invernali.

Durante il lavoro di gruppo spesso i ragazzi litigano e si dimenticano che l’obiettivo è capire un testo difficile e analizzarlo, nonché comunicarlo al resto della classe. Restano impaludati nelle loro incomprensioni reciproche e fanno fatica a uscire dal loro “io” (dicono sempre, infatti: “ma io…”, “io volevo…”, “io non…”); è importante, tuttavia, che imparino a fare qualcosa insieme. Sarebbe più facile, per me, presentare l’argomento facendoli ascoltare e/o scrivere. Eppure, nella vita saranno chiamati a collaborare mille e mille volte, lasciando da parte le proprie micro (e pseudo) necessità.

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