L’antefatto mitico all’Iliade

Qual è la causa leggendaria della guerra di Troia? Perché Achille ed Ettore si trovano a combattere l’uno contro l’altro, in quei fatidici giorni?

Pare sia tutta colpa di Eris, la dea della discordia, e di un invito a nozze negato. Leggete qui: Il pomo della discordia e il giudizio di Paride.

Se volete osservare, in aggiunta, qualche raffigurazione di questa storia nell’arte moderna, aprite questo Power-Point: 1_Epica_Antefatto_Struttura.

In esso si parla anche di: 1) che cos’è l’epica classica, in poche parole; 2) dove si trovano Sparta e Troia; 2) qual è la struttura dell’Iliade.

Paride
Il giudizio di Paride diinto da Lucas Cranach nel 1514. Era, Atena e Afrodite sono svestite mentre Paride indossa un’armatura “anacronistica” (non adatta al tempo della scena rappresentata), tipicamente medievale e non della Grecia classica. Alle loro spalle Ermes, messaggero degli dèi, aspetta che Paride prenda la sua decisione.

In classe, le discussioni degne di nota oggi sono state:

  • Che cosa significa che gli aedi erano i “rapper” dell’antichità? Significa che recitavano poesie “ritmate”, “ritmiche”, talvolta accompagnati da strumenti musicali (ma non dalla chitarra, né dal pianoforte, né dal violino…).
  • Perché nell’arte moderna (cioè nell’arte che viene prodotta dal 1400 circa fino al 1800 circa) si divertivano così tanto a dipingere delle persone nude? Una bella domanda, se non è posta in modo stupido o per provocare commenti ancora più stupidi. In realtà ci sono diverse risposte: sicuramente gli artisti davano prova di “bravura” inscenando effetti di realismo; e comunque per tutto il Medioevo – dall’avvento del cristianesimo fino al XVI secolo – i nudi nell’arte non erano ben accetti, anzi! Anche dopo il 1500, gli unici nudi tollerati erano quelli che si inserivano in scene ispirate alla “classicità” (Roma, Atene) e dunque… alla mitologia! Non è facile capire queste cose, lo so.
  • Perché le donne raffigurate nell’arte erano così floride, “cicciottelle”? E perché così pallide? Perché il grasso era segno di ricchezza, di abbondanza di cibo. E anche il pallore, poiché permetteva di individuare immediatamente chi non lavorava (sotto il sole e le intemperie, nei campi).
  • Perché alcune parole usate in diversi contesti possono essere “belle parole” o “brutte parole“? E qui bisogna ricordarsi che ogni parola ha una storia: le parolacce o i gesti offensivi del Medioevo (si pensi a Dante e al suo pollice tenuto fra indice e medio) non sono gli stessi di oggi. Parole che fino a cinquant’anni fa erano sconvenienti, oggi non lo sono più. Ci sono addirittura delle pubblicazioni che si dedicano proprio ad approfondire la storia delle parolacce (Nora Galli De Paratesi, Le brutte parole. Semantica dell’eufemismo, Milano, 1969): chi vuole, se le vada a vedere… ma fuori da scuola, grazie! In ogni caso, si sa che le parole hanno sempre una connotazione: negativa, positiva, calda, fredda… Assumono diversi significati a seconda dei tempi e dei luoghi in cui vengono pronunciate.

Quante cose ci sarebbero da approfondire, a scuola. E, se non venissero puntualmente banalizzate da una parte della classe… quanto si imparerebbe, anche a proposito della realtà attuale! Invece, molto spesso, bisogna interrompere il discorso. E tornare all’Iliade.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...