La Grande Scorciatoia

E poi c’è questa nuova piaga dell’apprendimento. Che quando tu assegni un compito di scrittura, anche – anzi, soprattutto – “creativa” (quella che a quest’età dovrebbe motivare di più, riattivando pezzi di immaginario in disuso, resti di sogni notturni, ma anche diurni, rimescolandoli tutti in un uragano in miniatura)… loro te lo vanno a scopiazzare su internèt, detto anche “La Grande Scorciatoia”.

Non fanno neanche la fatica di cambiare qualche parola, no: copiano* con mela+C (o il corrispettivo tastino che io non mi ricordo più, dacché ho quella meletta lì sulla tastiera) e poi ti schiaffano tutto paro paro su un [nomedelfile.doc].

E ci pensano nati ieri. Come se provenissimo tutti da una preistoria informatica in cui i nati ante 1995, per accendere un computer, strofinano il mouse contro il monitor; o usano google solo per cercare la ricetta del broccolo lesso. Strabuzzano gli occhi quando riferisci loro che il testo consegnato la settimana precedente è lo stesso che appare su un qualche anonimo e casereccio sito su piattaforme tipo xoom.virgilio.it. Cioè, non è che ti scopiazziano, che ne so, i racconti mitici rivisti e corretti da De Crescenzo – che, insomma, ha almeno il merito di averci messo del talento pop -; vanno a pescare proprio (… e forse invece è che risiede la loro forma di furbizia più inarrivabile, almeno per me che ragiono con gli schemi degli adulti) dei raccontucoli scritti da altri undicenni e pubblicati nei più oscuri anfratti del web. Insomma, fanno un lavoro machiavellicamente verosimile.

Peccato che non siamo trogloditi del web.

Anzi, diciamo che l’abbiamo visto nascere e ora ci tocca assistere, quasi impotenti (e sicuramente affaticati da tanto googlare “per essere sicuri che non è stato copiato”), dalla proliferazione della copiatura cibernetica. Si comincia così e si finisce col copiare la tesi di laurea (giuro, ne sono testimone!).

Eh, ma questa cosa la pagherete cara. E la pagherete tutta.

(Ora immaginatemi mentre brandisco la penna rossa, con la bocca schiumante e gli occhi arrovesciati. Temetemi, sì, temetemi).

Zerocalcare
L’alter-ego di uno dei miei fumettisti preferiti (di cui non svelerò apertamente l’identità) esprime il suo disappunto di fronte ai “giovanidoggi”.

* O si spediscono i compiti su Uotsàpp con l’Aifòn (vedi vignetta sopra).

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