Una frase, zero frasi.

Torno di nuovo su Mario Lodi, che sto rileggendo in questi giorni (“La scuola e i diritti del bambino”), e sulle sue esperienze di discussione in classe (la cosiddetta “conversazione regolata”). Ma torno anche su un libro che avevo abbandonato da tempo e che pochi giorni fa ho ritrovato: “Esperimenti grammaticali” di Maria G. Lo Duca.

Voglio provare quindi a riproporre alcune esperienze didattiche collaudate da altri (inimitabili, ma comunque ispiratori) nella mia nuova classe, una prima media. Il tempo stringe e anche se ci sarebbero così tante occasioni per parlare insieme di storia, di grammatica, di fatti di vita a cui ciascun ragazzo assiste e di molto altro ancora, alla fine… se ne parla troppo poco. O meglio, ne parliamo troppo noi insegnanti, senza lasciare mai agli alunni la possibilità che un loro pensiero si dispieghi e lentamente si sviluppi.

Ecco perché vorrei lavorare su questo concetto: che cos’è una frase. Prima di arrivare all’analisi grammaticale. Prima di riflettere sul mare magnum del verbo, che è l’elemento costitutivo di tutto il linguaggio.

Un esperimento grammaticale
  • Prof.: che cos’è, secondo voi, una frase?
  • A. M.: è un insieme di parole che termina con un punto, un punto interrogativo, un punto esclamativo.
  • Prof.: attento, però. Se dici questo io capisco che questa cosa che sto per scrivere alla lavagna («Il cane dorme, il bambino legge») è una frase sola, mentre qualcuno di voi potrà dire…
  • Classe (qualcuno): … che sono due!
  • Prof: come lo sapete?
  • Classe: perché ci sono due verbi.
  • Prof.: ok, ma non anticipiamo. In effetti quello che voglio farvi capire è che qui c’è una frase che termina con la virgola e POI c’è un’altra frase che termina con il punto. Quindi quello che dice A. M. non è completamente vero.
  • M. G.: secondo me è un insieme di parole sensate. Deve avere un significato.
  • F. P.: e poi ciascuna parola è un nome, un aggettivo, un articolo…
  • Prof.: intendi dire quindi che ciascuna parola dev’essere un “costituente grammaticale”, una parte del discorso classificabile, “categorizzabile” in analisi grammaticale e in analisi logica, giusto?
  • F. P.: sì.
  • N. A.: secondo me è un insieme di parole che ci comunica qualcosa.
  • F. S.: è un insieme di parole che ci spiega il significato di qualcosa senza dirlo a voce.
  • Prof.: non capisco. Che cosa vuoi dire? Che la frase è solo quella scritta?
  • Classe: ma non ha senso!
  • F. S.: voglio dire che una frase non è per forza detta a voce.
  • Prof.: quindi intendi dire che può essere ANCHE scritta.
  • F. S.: sì.
  • Prof.: ma non SOLO. Le frasi sono sia quelle pronunciate a voce sia quelle messe per iscritto, no?
  • Classe: sì.
  • L. N.: secondo me le frasi hanno un soggetto e un verbo. E hanno anche un ordine comprensibile.
  • Prof.: che cosa intendi dire? Che la frase «Dorme il bambino» non è un una frase?
  • Classe: (qualcuno dice di sì, qualcuno dice di no).
  • Classe (qualcuno): la frase «Dorme, il bambino» funziona.
  • Prof.: potrebbe essere la risposta a una domanda, per esempio: «Stanno tutti e due giocando, il cane e il bambino?». Risposta: «No. Dorme, il bambino». La risposta focalizza cioè l’attenzione sul bambino, spostandolo alla fine della frase e sottolineandolo con il tono della voce. Si chiama “dislocazione a destra”. Ma andiamo avanti: avete detto finora che la frase è un INSIEME DI PAROLE DOTATO DI SENSO COMPIUTO. Sull’”ordine” della frase dobbiamo ragionare: il verbo può anche venire prima del soggetto. Ma la frase « Verde vado barca sulla»  è una frase?
  • Classe: nooo!
  • Prof: allora possiamo aggiungere che la frase è un INSIEME DI PAROLE DOTATO DI SENSO COMPIUTO, IN CUI CIASCUNA PAROLA DEVE ESSERE DISPOSTA IN UN CERTO ORDINE. Andiamo avanti.
  • M. M.: La frase sviluppa un concetto.
  • P.: Una frase parla di un soggetto e di un verbo compiuto o subito da esso.
  • Prof.: ok, allora desso apriamo un grande capitolo, perché dobbiamo prendere in esame degli insiemi di parole che non sono per forza delle frasi. Vediamone un po’ insieme (segue trambusto perché il file di testo non è leggibile dal pc della classe e la connessione internet è lenta). Eccole.

a. Il cane.

b. Regalarono.

c. Savana guarda tazza un.

d. Il cane abbaia.

e. Il cane si comporta.

f. Il cane sembra.

g. Il cane aveva.

h. Un bambino ha messo i libri.

i. Piove.

j. Buon anno!

  • Prof: Sono davvero tutte “frasi”? Se sì, perché? Se no, quali lo sono e quali no? Perché?
  • N. A.: una frase dev’essere sensata. Se mancano soggetto e verbo non è sensata.
  • Classe (qualcuno): no, scusa, “Buon anno” non ha né soggetto né verbo ma è sensata.
  • Prof.: eh, quella è una frase un po’ particolare, ma il verbo è come se ci fosse, è sottinteso: “Ti auguro buon anno”. Però, visto che non viene detto, si chiama “frase nominale”.
  • M. M.: secondo me deve avere le parole in ordine.
  • Prof.: sì, questo l’abbiamo già detto. Ma QUALI parole deve contenere una frase per essere tale?
  • L. N..: soggetto più predicato.
  • Prof.: ok, tranne le frasi nominali, come abbiamo detto, dove manca il predicato. E la frase «Piove», che ha solo il predicato?
  • M. B.: non è una frase perché bisogna dire che cosa piove, pietre, cavallette…
  • Classe: non è vero! La frase «Piove» si capisce benissimo!
  • Classe (qualcuno): quindi la frase non deve avere per forza il soggetto. Deve avere un verbo, meglio se preceduto dal soggetto.
  • Prof.: però, guarda: la frase «Il cane sembra» ha soggetto più predicato… ma non è una frase!
  • Z. L.: eh, la frase deve contenere anche dei complementi.
  • Classe (qualcuno): ma non per forza!
  • N. A.: deve avere ALMENO un verbo ma si possono aggiungere anche altre cose.
  • Prof.: sì, quelle cose si chiamano parti del discorso.
  • L. N.: ma «Buon anno» non ha un verbo.
  • Prof.: l’abbiamo già detto. È una frase nominale, dove il verbo è sottinteso. Un’ultima domanda: quante cose si devono aggiungere dopo il verbo perché la frase abbia senso?
  • Classe (qualcuno): dipende! «Il cane si comporta» ha bisogno poi di un “come”.
  • Classe (qualcuno): e nella frase «Il cane aveva» c’è bisogno poi di un “che cosa”, di un complemento oggetto.
  • Prof.: ok, allora fermiamoci qua e proviamo a fare il punto della situazione sul quaderno: LA FRASE È UN INSIEME DI PAROLE DOTATO DI SIGNIFICATO. DEVE CONTENERE UN VERBO (MA NON NEL CASO DELLE FRASI NOMINALI, DOVE IL VERBO È SOTTINTESO). A VOLTE IL VERBO NON BASTA PERCHÉ “CHIAMA”, “HA BISOGNO DI”, QUALCOS’ALTRO PER “PRODURRE SIGNIFICATO”.  Ditemi dei verbi da scrivere alla lavagna: per la prossima volta scrivete delle frasi con questi verbi qui.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...