Un sistema… da bambini!

Torno su questa bacheca dopo le vacanze estive per scrivere un breve post (che per me vuole essere soprattutto un promemoria per il futuro…) dedicato più ai genitori che ai ragazzi.

Seguo con assiduità gli articoli e le foto pubblicate su un blog statunitense di una mamma che di professione fa la fotografa. Il suo nome è Ashley Ann e ha quattro figli “naturali” (tre maschi e una femmina) nonché una figlia adottiva soprannominata “Little One”, la quale proviene dalla Cina ed è stata probabilmente abbandonata – anche se non si sa con certezza – a causa di una deformazione congenita che colpisce la bocca e nella fattispecie il palato: il labbro leporino (in inglese, “cleft lip”).

I suoi figli fanno “homeschooling“, cioè per fare scuola… restano a casa (e a questo proposito, però, va fatta una precisazione; il sistema americano, infatti, prevede che per avere un’istruzione eccellente si paghi parecchio, almeno in alcuni stati, dunque molti genitori si organizzano per far studiare i figli sotto la propria supervisione… insomma, in Italia non c’è altrettanto bisogno, secondo me, di “homeschooling”: anzi, io penso che i ragazzi italiani debbano imparare principalmente a collaborare in ampi gruppi e a tollerare la frustrazione di fronte a ciò che perfetto non è!). Comunque, questo è il motivo per cui Ashley Ann deve attrezzarsi per ottenere massima collaborazione da parte dei ragazzi, sia in quanto figli sia in quanto “studenti”… e anche per non diventare una mamma omicida!

Dunque, Ashley Ann ha da poco adottato un sistema che può funzionare contemporaneamente in ambienti domestici e in ambienti scolastici (scuola primaria e prima media, non oltre): il sistema delle mollette.

Sistema_mollette

Esso può essere riassunto per punti, come segue:

1. Si prendono delle mollette di legno e se ne dipinge la “coda” con un colore diverso per ciascun bambino/ragazzo.

2. Se stabiliamo che ogni bambino deve rispettare cinque impegni, dipingeremo cinque mollette per ciascun bambino. Ma gli impegni possono essere anche di più, o di meno. Per esempio, a scuola, gli impegni da rispettare potrebbero essere: 1. Rispettare le regole della comunicazione (alzare la mano, ascoltare…). 2. Non arrecare disturbo alla classe. 3. Partecipare. 4. Eseguire il lavoro richiesto dall’insegnante rispettando i tempi indicati.

3. Si scrivono gli impegni sulla “testa” delle mollette (se i bambini sono cinque, gli impegni saranno riportati cinque volte per ciascuno per un totale di venticinque mollette).

4. Si predispone un’asse di legno oppure un lungo foglio di carta o cartoncino e si abbellisce, ricordandosi di dividerlo in tante parti quanti sono i bambini “partecipanti” al progetto. Si scrivono quindi i nomi (o le iniziali) dei bambini partecipanti.

5. Si attaccano le mollette su un lato dell’asse (in basso, oppure a sinistra, a seconda di come l’abbiamo orientata). Man mano che i bambini portano a termine gli impegni, spostano (da soli) le mollette corrispondente dall’altra parte dell’asse. A scuola, il trasferimento delle mollette dovrebbe avvenire durante gli ultimi minuti di lezione ed essere infine convalidato dal parere dell’insegnante. Certo, il sistema funzionerebbe meglio in classi poco numerose…!

Comunque, ecco a voi il link al blog di Ashley Ann e alle immagini fotografiche che spiegano, senza bisogno di così tante parole, il funzionamento del sistema. Buona visione!

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