Il laboratorio delle emozioni

Il laboratorio delle emozioni che, quest’anno, si è svolto in una prima media… è finito così cosà.

Inizialmente, ci siamo dedicati alla grande emozione della felicità, ideando una specie di poesia a essa dedicata (prima individuale, poi “collettiva”) e rappresentando l’idea che ne avevamo (cannoni e vulcani, soprattutto).

In seguito, ci siamo dedicati all’esplorazione di altre emozioni. Che cosa sentiamo quando veniamo accusati ingiustamente? E quando pensiamo alle vacanze ormai finite? O quando abbiamo una montagna di compiti per casa e poco tempo per svolgerli? Insomma, con la tecnica del role-play (gioco di ruolo, simulazione di situazioni ecc.), abbiamo nominato, scrivendole alla lavagna, tutte le emozioni che conoscevamo. Erano tante. Ma abbiamo scoperto che erano più negative che positive! Forse, ci sono più nomi per indicare le sfumature spiacevoli, chissà. Ah, abbiamo anche osservato alcune espressioni ricorrenti sui volti umani e “recitato” delle piccole emozioni.

Quindi abbiamo suddiviso le emozioni in quattro “scatole”: quella della felicità, quella della tristezza, quella della rabbia e quella della paura.

Abbiamo poi deciso (a maggioranza) di approfondire l’argomento “paura“. Così abbiamo scritto e discusso le nostre paure.

Poi, però, molti si sono stufati. Quand’è stato il momento di chiedersi perchè abbiamo più paura di alcune cose piuttosto che di altre, più di metà classe non ne ha avuto voglia. Perché?

Forse è un esercizio troppo “intellettuale”, troppo “astratto”, per cui qualcuno non è ancora pronto.

Forse, però, è anche vero che qualcuno si limita a osservare la superficie delle cose. Quando si tratta di “andare sotto”, di immergersi in una zona più profonda della comprensione, qualcuno si tira indietro. Pigrizia? Indecisione? O, appunto, superficialità? Non si sa. Nessuno ha voluto rispondere.

Peccato, perché si poteva scoprire, e dire, molto di più. E invece è stato, come dire… un buco nell’acqua. Ci siamo limitati a fare un elenco qualsiasi di paure, ma non abbiamo saputo andare oltre.

In ogni caso, io vi lascio con due immagini augurali. La prima indica un primo passo per risolvere il problema. Ma la seconda rappresenta un verso e proprio salto. Dunque, io vi auguro di arrivare proprio a sostituire la PAURA dell’IGNOTO con la CURIOSITÀ. Non è facile, ma magari prima o poi qualcuno di voi ce la farà.

Paure

Paura_Ignoto_Curiosita

Ragazzi di I F, con questo io vi saluto. Anche se me la sono presa così spesso con voi, perché siete stati tanto tempo impegnati a bighellonare, a distrarvi e a distrarre agli altri, so che avete testa. Non lasciatela troppo a riposo. Vincete la pigrizia: usatela, e usatela bene! La vita vi ripagherà con inestimabili doni, statene certi. Buon estate e buon viaggio.

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