Nazioni e Stati: la “danza” dei confini

Su YouTube sono disponibili molti filmati che ci permettono di capire, a colpo d’occhio, che gli Stati europei (ma anche quelli degli altri continenti) non sono da sempre così come li conosciamo oggi. Anzi.

In alcuni casi, la formazione di una nazione precede la formazione di uno Stato.

La NAZIONE esiste là dove esiste un sentimento di appartenenza alla medesima cultura (lingua, tradizioni ecc.). Quasi tutti gli Italiani si sentivano tali da parecchi anni prima del 1861: ecco perché alcuni di loro, intorno alla metà dell’Ottocento, hanno deciso di unificare i territori in cui abitavano, spesso occupati da forze straniere (austriache e francesi), andando incontro a un destino non facile (le guerre d’indipendenza).

Lo STATO esiste là dove esiste un solo governo che fa applicare le stesse leggi su tutto il territorio. Infatti, lo Stato non è un’entità (cioè una “cosa”) culturale: è un’entità politica! Lo Stato italiano, in questo senso, è nato proprio nel 1861 (il 17 marzo), in seguito alle guerre risorgimentali combattute dal Regno di Sardegna (in realtà più piemontese, che sardo…) per annettere (cioè per “prendersi”) il resto d’Italia.

Vi faccio un esempio: qualcuno di noi si sente più veneto di altri, perché ama mangiare il baccalà, festeggia il Carnevale con grande trasporto, parla un dialetto simile ecc.

Qualcuno di noi si sente addirittura più veronese che veneto, perché mangia la pearà tutte le domeniche, festeggia Santa Lucia, parla molto bene una verietà particolare di dialetto, tifa per l’Hellas ecc.

Certo, poi c’è addirittura qualcuno che si sente più di Parona che di Verona, perché ama mangiare la renga e non la pearà, ha le vigne di Valpolicella e non i campi di mele di Belfiore ecc. Ma, se badiamo a tutte queste sfumature, non è più finita: diventiamo campanilisti, cioè riteniamo che vivere sotto il campanile di Parona sia meglio che vivere sotto il campanile di Negrar, facendoci la guerra per dimostrarlo!

Effettivamente, qualcuno si sente di nazione veneta e, se potesse, si sentirebbe addirittura di nazione veronese o “negrarense”. Ma uno Stato veneto, o veronese, o negrarense, non esiste… Anche se, in passato, poco ci è mancato. Guardate.

In questo filmato è evidente che:

  • Il Sacro Romano Impero ha a lungo mantenuto uniti il Nord Italia e la Germania.
  • Nell’Italia centrale è sempre stato presente un territorio piuttosto esteso, governato dai papi: lo Stato della Chiesa (ecco perché si dice che il potere spirituale, religioso, implicava anche il potere temporale, politico…).
  • Il Sud d’Italia (detto Mezzogiorno), resta a lungo diviso dal resto d’Italia. Tuttavia, è meno “frammentato” del Nord: è infatti governato da un’unica casata reale (i Borbone di Napoli).
  • Da un certo momento in poi (XI-XII secolo) l’Italia del Nord si spezzetta: nascono i Comuni (in mano a gruppi di potenti cittadini) e, poi, le Signorie (in mano a un uomo solo). Gli storici parlano dell’Italia come di un “arlecchino“!
  • Contemporaneamente alla disgregazione dell’Impero in Italia, assistiamo alla sua disgregazione anche in Germania e alla nascita di micro-Stati tedeschi.
  • La Francia è uno Stato compatto, che non muta quasi mai nei secoli.
  • L’Inghilterra è anch’essa uno Stato compatto (fatta salva la parte settentrionale, scozzese, e l’isola irlandese).
  • La nazione spagnola ha coinciso per lungo tempo con il Regno di Castiglia (oggi ridotta a una semplice regione).
  • La Polonia e l’Ungheria, oggi Stati modesti, un tempo erano molto estesi e molto potenti, così come il Regno di Boemia, tra la Polonia e la Germania (poi Regno austro-ungarico)
  • L’Europa dell’Est è, per lunghissimo tempo, soggetta al potere dell’Orda d’Oro mongola. Infine si costituisce l’Impero russo (poi Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, oggi Federazione Russa), che “ingloba” progressivamente diversi Stati limitrofi.
  • L’Impero Ottomano (turco) perdura anch’esso per diversi secoli.
  • A un certo punto, osserviamo la formazione dell’Italia come Stato unitario: molto tardi, rispetto a Francia, Spagna e Regno Unito! E il Nord-est resta comunque assoggettato all’Impero austro-ungarico…
  • Assistiamo, infine, all’estensione impressionante dei confini della Germania nazionalsocialista, con Hitler, dal 1933 al 1945.
  • L’ultimo particolare che balza agli occhi è l”implosione” della Jugoslavia, nella penisola balcanica, in diversi Stati di estensione molto limitata.

Purtroppo, in questo genere di carte politiche non si può osservare qualcosa di molto, molto importante: che questa “danza” di confini, tanto curiosa e colorata, ha comportato occupazioni straniere, violenze, negazione dei diritti e, in molti casi, la morte. La grande Storia, purtroppo, non ha risparmiato molte piccole storie di vita umana, che sono state sacrificate spesso senza neppure sapere perché: le vite di chi non ha mai avuto potere e dunque neppure dignità.

Una canzone contro la guerra (prima dell’Unità d’Italia, un povero brigante perde la vita):

1859, muore il vecchio re Borbone
e sul trono va suo figlio, 23 anni, ancora guaglione.
E’ il momento di approfittare di questo vuoto di potere,
di quel regno in mezzo al mare difeso solo dalle sirene.
E u Banco ‘e Napoli è l’ideale per rifarsi delle spese,
per coprire il disavanzo della finanza piemontese.

E Ninco Nanco deve morire perché la guerra non è che un affare
e il Sud è terra di conquista e Ninco Nanco nun ce pò stare,
e Ninco Nanco deve morire perché si campa putesse parlare
e si parlasse putesse dire qualcosa di meridionale.

Sarà una spina nel fianco Ninco Nanco quando campa,
sarà una spina nel cuore Ninco Nanco quando muore.
Sarà una spina nel fianco Ninco Nanco quando campa,
sarà una spina nel cuore Ninco Nanco quando muore.

E lo Zolfo di Sicilia e i cantieri a Castellammare
e le fabbriche della seta e Gaeta da bombardare.
E’ l’ideale che fa la guerra, una guerra dichiarata
per vedere chi la spunta tra il fucile e la tammurriata,
e tammurriata è superstizione, questa storia deve finire
e qui si fa l’Italia o si muore e Ninco Nanco deve morire.

E Ninco Nanco deve morire perché la storia così deve andare
e il Sud è terra di conquista e Ninco Nanco nun ce pò stare,
e Ninco Nanco deve morire perché si campa putesse parlare
e si parlasse putesse dire qualcosa di meridionale.

Sarà una spina nel fianco Ninco Nanco quando campa,
sarà una spina nel cuore Ninco Nanco quando muore.
Sarà una spina nel fianco Ninco Nanco quando campa,
sarà una spina nel cuore Ninco Nanco quando muore.

E per sconfiggere il brigantaggio e inaugurare l’emigrazione
bisogna uccidere il coraggio e Ninco Nanco è meglio che muore.
Perché lui è nato zappaterra e ammazzarlo non è reato
e dopo un colpo di rivoltella l’hanno pure fotografato.
E la sua anima è già distante, ma sul suo volto resta il sorriso,
l’ultima sfida di un brigante: “Quant’è bello murire acciso”.

E Ninco Nanco deve morire perché la storia così deve andare
e il Sud è terra di conquista e Ninco Nanco nun ce pò stare,
e Ninco Nanco deve morire perché si campa putesse parlare
e si parlasse putesse dire qualcosa di meridionale.

E Ninco Nanco da eliminare e se lui muore chi se ne frega,
sulla sua tomba neanche un fiore, sulla sua tomba nessuno prega.

E Ninco Nanco da eliminare, che non si nomini più il suo nome,
sia maledetta la sua storia, sia maledetta questa canzone.

Sarà una spina nel fianco Ninco Nanco quando campa,
sarà una spina nel cuore Ninco Nanco quando muore.
Sarà una spina nel fianco Ninco Nanco quando campa,
sarà una spina nel cuore Ninco Nanco quando muore.
Sarà una spina nel fianco Ninco Nanco quando campa,
sarà una spina nel cuore Ninco Nanco quando muore.

E Ninco Nanco deve morire perché si campa putesse parlare
e si parlasse putesse dire qualcosa di meridionale.

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6 Comments Add yours

  1. Alice ha detto:

    Profe ma quindi in sostanza noi leggiamo e basta le pp e poi lei ci farà delle domande?????

    1. Cecilia Brugnoli ha detto:

      Sì, Alice. Ma leggile at-ten-ta-men-te (e, se vuoi, sottolineale)!

      1. chiaramaria mingotti ha detto:

        ma profe dov’è il video di tutte le guerre fino adesso?

  2. chiaramaria mingotti ha detto:

    grazie!!!

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