Novità in libreria / SCUOLA MEDIA: GLI ANNI PEGGIORI DELLA MIA VITA (J. Patterson)

ANTEPRIMA DEL ROMANZO

Rafe_Khatchadorian

Okay, provate a immaginare il giorno in cui è nata la vostra tris-trisnonna. Ci siete? Adesso andate indietro di un altro centinaio d’anni. E poi di altri cento. È più o meno allora che fu costruita la Scuola Media di Hills Village. Naturalmente credo che all’epoca fosse una prigione dei Padri Pellegrini, ma non è che sia cambiata molto.
Adesso è una prigione per quelli di prima, seconda e terza. Ho visto abbastanza film da sapere che appena arrivi in prigione hai sostanzialmente due scelte: 1) picchi qualcuno a sangue in modo che tutti gli altri pensino che sei pazzo e ti stiano alla larga, oppure 2) chini la testa, cerchi di confonderti con gli altri e di stare lontano dal loro lato peggiore. Avete visto che tipo sono, perciò avrete indovinato quale sia stata la mia scelta. Appena arrivato in aula magna mi avviai direttamente all’ultima fila e mi sedetti il più lontano possibile dalla cattedra. Quel piano aveva un solo problema, e il suo nome era Miller. Miller il Killer, per l’esattezza.
È impossibile stare lontani dal lato peggiore di Miller, perché è l’unico che ha. Ma io ancora non lo sapevo.
“E così vuoi sederti in ultima fila?” disse.
“Sì” dissi io.
“Non sarai per caso un piantagrane o roba simile?” disse lui.
Io mi limitai a stringermi nelle spalle. “Non lo so. Non credo”.
“Perché è qui che si siedono tutti i teppisti” disse, avvicinandosi di un passo. “E tu ti sei seduto al mio posto”.
“Io non vedo il tuo nome sulla sedia” gli dissi io, e stavo giusto iniziando a pensare che forse era la cosa sbagliata da dire quando Miller mi afferrò per il collo con una mano taglia XXXL e iniziò a sollevarmi come un manubrio da cinquanta chili. Di solito mi piace tenere la testa attaccata al resto del corpo, perciò mi alzai in piedi come voleva lui.
“Proviamoci di nuovo” disse. “Questo è il mio posto. Capito?”
Ovviamente capii. Ero in prima media da circa quattro minuti e mezzo e già mi trovavo sulla schiena un bersaglio arancione fosforescente. Bel modo di confondersi con gli altri. E non fraintendetemi, non sono un totale smidollato. Datemi qualche altro capitolo e vi mostrerò di cosa sono capace. Nel frattempo però decisi di spostarmi in un’altra parte dell’aula. Insomma, in una zona meno rischiosa per la mia salute. Ma a quel punto, quando feci per sedermi di nuovo, Miller mi chiamò ad alta voce.
“Ah-ah” disse. “Anche quel posto è mio”.
Potete immaginarvi il resto. Quando arrivò il nostro insegnante, il signor Rourke, io me ne stavo lì in piedi a domandarmi come sarebbe stato passare i successivi nove mesi senza sedermi. Rourke mi guardò da sopra la punta degli occhiali.
“Mi scusi, signor Khatch… Khatch-a… Khatch-a-dor…”
“Khatchadorian” gli dissi.
“Salute!” gridò qualcuno, e l’intera classe scoppiò a ridere.
“Silenzio!” sbottò il signor Rourke mentre cercava il mio nome sul registro. “E come stai, oggi, Rafe?” disse, con un sorriso mieloso. “Bene, grazie” risposi.”
Trovi scomode le nostre sedie?” mi chiese.
“Non esattamente” dissi, perché non potevo certo scendere nei dettagli.
“E allora SIEDITI. ADESSO!”
A differenza di Miller il Killer, il signor Rourke aveva sicuramente due lati, e li avevo già conosciuti entrambi. Dato che nessuno era così stupido da sedersi esattamente davanti a Miller, quella era l’unica sedia libera in tutta l’aula. E dato che a volte io sono il più grosso idiota del mondo, non mi guardai alle spalle quando feci per sedermi. E fu così che quando mi abbassai lo feci proprio del tutto, intendo fin giù sul pavimento. La buona notizia? Considerato come avevo iniziato, mi immaginai che da lì in poi la scuola media non poteva che migliorare. La cattiva notizia? Mi sbagliavo sulla buona notizia.
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2 Comments Add yours

  1. alice borgese ha detto:

    buongiorno prof mi sto studiando tutto l anno di geo!!!

    1. Cecilia Brugnoli ha detto:

      Ma no! Enjoy your holidays!

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