Figli che non leggono: istruzioni per l’uso

POST PER SOLI ADULTI

Libro_Raquel_Leiva
http://raquelleiva.blogspot.it/

Prima media. Fuori c’è il sole e si sentono, poco distanti, le voci di qualcuno che gioca a pallone. Dentro c’è il solito allestimento spoglio per il rito del ricevimento pomeridiano. Un leggero odore residuo, di minestra e di detergenti, caratterizza gli spazi del doposcuola. Arrivano i genitori e mi dicono: «Mio figlio non legge. Che cosa posso fare»?

Congiungo le mani, fisso per un momento la penombra in un angolo dell’aula. E tentenno per qualche secondo. Forse mi scappa un sospiro.

La risposta per me è una sola ed è valida per tutti. A volte la rivelo, a volte mi limito a scuotere la testa.

Non potete farci niente. O meglio, potete farci poco. Qualcosa, ma non quello che avete in mente di solito: se pensate che ordinare a un ragazzo di leggere produca qualche risultato, be’… non sarà di sicuro il risultato che vi eravate aspettati. Vostro figlio probabilmente odierà ancora di più i libri e li aggiungerà alla lista di cose utili ma indigeste che costellano le sue giornate adolescenziali: mangiare le verdure a foglia larga, portare fuori la spazzatura, fare il vaccino.

Perché leggere è un piacere, non un dovere.

La (non) lettura è un falso problema. La questione è: come farla piacere? Di questo, semmai, possiamo parlare (e infatti qualcuno, effettivamente, ne parla).

Gli unici consigli che riesco a dare sono i seguenti:

  • Ricordatevi che sono ragazzi. Che gli stimoli, alla loro età, sono tantissimi e non così facilmente organizzabili. Vanno a scuola per parecchie ore al giorno, sono spesso impegnati in altre attività (vanno a nuotare, a imparare uno strumento musicale ecc.), sono preoccupatissimi per le proprie amicizie che nascono e svaniscono talvolta nell’arco di una settimana. Qualche volta sono così assorbiti da tutte queste novità da non avere più energie per leggere.
  • Stanno cambiando. Le letture per bambini li annoiano. Quelle per young adults sono ancora troppo dense di significati fuori dalla loro portata.
  • In realtà il mio consiglio, a questo punto, è: provate a proporre queste ultime. Qualche volta saranno effettivamente cariche di temi o di riferimenti ostici, ma si cresce anche ascoltando e osservando esperienze che anticipano le proprie. O, quanto meno, i sentimenti che accompagnano tali esperienze (voglio dire, non tutti – fortunatamente – si trovano nella situazione di perdere un genitore, o di vivere in un paese in guerra, o di essere esclusi dal gruppo: eppure i romanzi raccontano eventi conflittuali in cui ognuno può rispecchiarsi, poiché l’adolescenza è il tempo del conflitto interiore).
  • Se un libro piace, lo si finisce. Ergo, se non lo si finisce, probabilmente non piace abbastanza. E allora bisogna cambiarlo. Fino a quando non si trova quello giusto.
  • D’altronde, non si sa che cosa si ama finché non lo si trova.
  • Ognuno ha i suoi gusti. Non c’è niente di male se non si desidera leggere Il diario di Anna Frank (per adesso, in futuro chissà). Infangiamo qualche tabù: ci sono ottime pubblicazioni contemporanee che raccontano storie di rapper, di innamoramenti, di cavalli, di viaggi su altri pianeti. Ad appassionarsi alla lettura, si comincia così.
  • Nello stesso tempo, è meglio non limitarsi ai Piccoli Brividi o a Geronimo Stilton, se si può. Perché si corre il rischio di accontentarsi troppo, di non mettersi alla prova e di non trovare altri stimoli molto, molto più gratificanti.
  • Proprio perché è difficile trovare il genere o il romanzo che fa per noi, è meglio frequentare le biblioteche. Altrimenti rischiamo di spendere decine, centinaia di euro inutilmente, acquistando libri destinati a giacere abbandonati dopo poche pagine.
  • E voi, alla loro età, leggevate? Che cosa leggevate? E ora, leggete? Provate a rispondere a queste domande, prima di rivolgerle a vostro figlio e di giudicarlo male.

Questa lunga divagazione mi fa tornare in mente il decalogo dei diritti del lettore, stilato da Daniel Pennac (il quale, oltre a essere un monumento alla narrativa, possiede – a differenza della sottoscritta – il dono della sintesi). Per chi non lo conosce, eccolo qui, copiato e incollato dal portale di una biblioteca.

I. il diritto di non leggere;
II. il diritto di saltare le pagine;
III. il diritto di non finire un libro;
IV. il diritto di rileggere;
V. il diritto di leggere qualsiasi cosa;
VI. il diritto di leggere senza regole;
VII. il diritto di leggere ovunque;
VIII. il diritto di spizzicare;
IX. il diritto di leggere a voce alta;
X. il diritto di tacere.

E ricordate: non dichiaratevi sconfitti ancora prima di cominciare.

Annunci

3 Comments Add yours

  1. Nives ha detto:

    profe sono riuscita a tradurre la scritta sopra il libro con la maniglia (non con google traduttore…), mi sembra ci sia scritto: “amare non è peccato”…..ma non riuscirei a collegarlo al resto dell’articolo…..

    1. Cecilia Brugnoli ha detto:

      Uhm, sì, il significato dovrebbe essere proprio quello. Ma tu mi chiedi qual è il collegamento al resto dell’articolo. Ecco la spiegazione. Il collegamento non è rappresentato dalla scritta, quanto dall’immagine: poiché è un “post per soli adulti” ho messo un’immagine in cui ci fosse un libro “chiuso a chiave”, con una maniglia, per impedire l’ingresso a chi non è autorizzato… in realtà, l’articolo lo possono leggere tutti. 🙂
      Esso è però DEDICATO soprattutto ai genitori. O, meglio, a quei genitori che non capiscono perché i loro figli non leggono. Spesso (ma non sempre) dipende proprio da loro, e non se ne rendono conto…
      Purtroppo sono tante le cose che dipendono dall’atteggiamento sbagliato dei genitori (e dico “purtroppo” perché sono una mamma anch’io… vorrei che gli sbagli di mia figlia fossero tutti colpa sua… in realtà, spesso, dipendono soprattutto da me, dalla mia mancanza di tempo, dai momenti di malumore in famiglia, dal fatto che non capisco sempre come si sente o che cosa mi sta dicendo o che cosa desidera veramente).
      Insomma, i figli che leggono hanno spesso genitori che hanno un rapporto sereno con la lettura. Magari non leggono molto, però non fanno del proprio figlio un “caso” disperato, facendolo sentire “con le spalle al muro” ecc.
      Non so se mi sono spiegata… Comunque, i genitori (e i prof) perfetti non li hanno ancora inventati. Tutti sbagliano. Quelli che non sbagliano sono solo i robot.
      😉

      1. Nives ha detto:

        Grazie per la spiegazione……ma io credo che anche i robot non potranno mai essere perfetti!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...