Di che cosa avete paura, voi?

La discussione che segue è avvenuta realmente. I nomi, invece, sono di pura fantasia. Partecipano alla “tavola rotonda” anche una professoressa e un’educatrice.

Paure_Brian_Rea

Un progetto: http://www.brianrea.com/Visions-and-Fears-mural
Un progetto: http://www.brianrea.com/Visions-and-Fears-mural
  • Chiara: Io ho paura delle cavallette. E poi, quando dormo, mi sembra di cadere in uno spazio buio. Sogno un personaggio strano… Ho paura degli uomini strani. E anche del buio.
  • Paolo: Mi fanno paura gli animali strani, i sintomi della febbre e gli antibiotici.
  • Francesca: Io ho paura di un signore che ha il labbro spaccato, il labbro leporino. Abita vicino a me ed è un po’ matto.
  • Prof.: Guardate però che il labbro leporino è soltanto un difetto fisico, correggibile fin dalla nascita, che non comporta disturbi mentali. Lui sarà particolarmente sfortunato, perché ha sia l’uno che gli altri. Ma ricordate che chi ha il labbro leporino ha soltanto un difetto fisico, come un piede più lungo dell’altro: non dovete averne paura.
  • Lara: Io ho paura di un tunnel che c’è vicino a casa mia. Ho paura che possa uscirne qualcuno con un fucile. L’ho anche sognato. Ho paura anche del commesso del Migross. E dei poveri che vedi in giro… ho paura che si mettano a inseguirmi.
  • Prof.: Ma i “poveri” di solito non sono “cattivi”. Sono soltanto “estranei”. Magari danno nell’occhio perché sono vestiti male, rispetto a noi. Non sapendo nulla di loro, ci possono spaventare. Fantastichiamo cose non vere.
  • Paolo: Io ho paura che possa uscire qualcuno dal buio della stanza. Dormo rivolto verso il muro, che è un po’ rischiarato… proprio per evitare di fissare il buio.
  • Prof.: Ma perché avete paura del buio?
  • Classe: Perché non sappiamo che cosa c’è, non possiamo vedere niente.
  • Camilla: Io ho assistito a un incidente poco distante da casa. Sono stati investiti due pedoni, da un’auto. Ora ho paura a camminare anche sulle strisce.
  • Educatrice: a volte accadono fatti cruenti anche vicino a noi, in luoghi che dovrebbero essere “sicuri”. Purtroppo le strade sono luoghi sempre più frenetici e bisogna stare effettivamente molto, molto attenti. Questa è una paura realistica.
  • Michele: Io invece ho paura di essere colpito alle spalle mentre dormo. Per questo dormo rivolto verso la porta: per verificare che non entri nessuno!
  • Lara: Invece io ho paura che entri qualcuno dalla finestra: un ladro o un assassino.
  • Alessandra: Io ho paura che qualcuno mi perseguiti, mi segua mentre cammino.
  • Camilla: Nel palazzo di mio cugino c’è un signore che ha picchiato una bambina…
  • Prof.: Si sa che l’ha picchiata o si pensa che l’abbia picchiata?
  • Camilla: Si sa, perché me l’hanno detto…
  • Prof.: Allora si dice che l’ha picchiata ma non si sa! Non puoi sapere se è vero. Le notizie, viaggiando di bocca in bocca, si “gonfiano”, lievitano, diventano esagerate proprio per fare impressione. Per sapere se è vero devi fare la “detective” e risalire alla “fonte” della notizia: un articolo di giornale, una sentenza di tribunale, un testimone.
  • Camilla: Comunque, quel signore in garage tiene un sacco da boxe. Non lavora e quindi ci va spesso. Io ho paura a scendere in garage.
  • Franco: Io ho paura di stare a casa da solo. Sento dei rumori. Allora mi metto le cuffie e ascolto la musica con l’iPod.
  • Francesca: Io ho paura degli zingari. E del buio.
  • Chiara: Quando sono a casa da sola e devo farmi la doccia, ho paura. Immagino che entrino degli sconosciuti, mi facciano del male e mi lascino lì, chiudendo la porta a chiave. E nessuno mi trova.
  • Prof.: Perché hai paura proprio nella doccia, e non quando sei seduta sul divano o alla scrivania?
  • Chiara: Perché nella doccia sono girata, indifesa. E c’è il rumore dell’acqua, quindi non sento niente.
  • Alessando: Io invece ho paura che aggrediscano i miei genitori quando stanno con me. Per esempio in un luogo non frequentato, al buio. Se mia mamma ha parcheggiato lontano da casa, siamo usciti a prendere la macchina e improvvisamente le viene in mente che deve tornare indietro a prendere qualcosa che ha dimenticato… io non voglio stare ad aspettarla da solo in macchina. Vado con lei. A meno che non sia un targitto molto breve, allora mi chiudo dentro in macchina e la aspetto lì.
  • Classe: Sì, è vero, si sentono sempre più storie di persone aggredite. I telegiornali ne parlano tutti i giorni.
  • Prof., educatrice: secondo voi le persone aggredite ogni giorno sono tante? Sono di più le cose belle, che accadono tutti i giorni, o le cose brutte?
  • Classe: sono di più le cose brutte! Altrimenti i telegiornali non ne parlerebbero in continuazione!
  • Prof., educatrice: Ma noi, in Italia, siamo sessanta milioni. Se calcolate le percentuali, i misfatti, gli orrori, sono pochissimi. Sono molte di più le buone notizie, soltanto che i media non le comunicano perché non fanno audience, non impressionano e dunque non interessano a nessuno. Se in una scuola un ragazzino si butta giù dalla finestra, ne parlano tutti i giornali. Ma nessuno va a vedere in quante scuole si vincono dei campionati importanti, si fanno progetti, si impara qualcosa di speciale… E così alla fine si generalizza e si dice: le scuole sono pericolose, non si fa niente di buono.
  • Prof.: Tornando a noi, avete paura di qualcos’altro oltre ai fatti di cronaca nera?
  • Leonardo: Io guardo i film horror, ma non mi fanno paura.
  • Classe: Sì, è vero, li guardiamo ma dopo pochi giorni ce ne siamo già belli che dimenticati.
  • Lara: Io avevo visto un film in cui si narrava che sotto il letto c’era un mondo, un piccolo universo abitato da demoni malvagi. Tu guardavi sotto il letto e loro ti uccidevano. Mi aveva fatto un po’ d’impressione.
  • Prof.: Perché qualcuno di noi ha paura dei fantasmi?
  • Michele: Perché sono pallidi, trasparenti…
  • Prof.: Ma che cosa vi può fare, un fantasma?
  • Classe: Niente, inseguono, spaventano…
  • Prof.: Forse fanno paura perché hanno a che fare con la morte, che è qualcosa che noi conosciamo poco.

Quali sono le conclusioni che possiamo trarre da una discussione così? La risposta ve la daranno i ragazzi stessi. Alla prossima puntata!

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. chiaramaria mingotti ha detto:

    ma questi nomi qui sopra sono i suoi alunni del saval e di parona??

    1. Cecilia Brugnoli ha detto:

      Sono del Saval, ma i nomi sono inventati…!

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